Se avete già provato a sdraiarvi su un mucchio di fieno appena falciato e scaldato dal sole, potete capire quella sensazione di intenso abbandono dove il tempo sembra scorrere in una direzione tutta nuova.

 

È un po’ quello che ci succede quando parliamo con il nonno “Opa”, stargli seduti accanto su una panca al sole vuol dire dedicarsi del tempo prezioso, viaggiare con la mente e ritrovarsi cambiati. Ogni racconto, ogni suo ricordo sa insegnare qualcosa e ogni segno sul suo viso sa raccontare un episodio di vita vera che nella frenesia delle nostre giornate dimentichiamo o diamo per scontato.

A pe ta mont

Spesso i racconti tornano indietro alle estati in cui era bambino e i contadini della Val di Fassa partivano per l’alpeggio, è lì che avrebbero passato i mesi estivi per raccogliere il fieno destinato a foraggiare le mucche durante l’inverno… perché qui è sempre stata la natura a scandire il tempo degli uomini.

A pe ta mont

Dal paese si partiva a piedi con il carro pieno di viveri e, nel caso della nostra famiglia, si saliva fino alla bellissima Fuciade, una conca pianeggiante dove i campi sono punteggiati da piccole e suggestive baite, che durante quelle notti d’estate si accendevano con il bagliore delle candele ricreando delle piccole costellazioni di stelle nei campi.

 

Questi “nidi”, costruiti in legno, servivano per depositare al riparo il fieno, ma non solo…spesso diventavano un rifugio prezioso per i contadini che avevano bisogno di fermarsi per la notte. Si organizzavano preparandosi un giaciglio sul fieno adattandolo al corpo, avvolgente come un “braciacol” che in ladino significa abbraccio.

Fieno

Immaginiamo le notti passate dal nonno sul morbido e caldo letto di fieno come una favola, il suo sonno cullato da profumi balsamici di fiori e erbe officinali mentre il suo corpo e la sua mente si rigeneravano naturalmente da ogni fatica, sentiamo lo scricchiolio timido delle assi di legno della baita, fuori il vento, la luna e i sospiri della notte.

 

Chiudete gli occhi e provate a vivere con la mente questa scena. Provateci davvero.

Com’è andata? Talmente bello che lo vorreste vivere più intensamente?

In questo caso vi invitiamo TE JAGA.

 

I nostri contadini dicevano “Jon te jaga”, riferendosi proprio al letto di fieno, che in ladino viene chiamato appunto “Jaga”. È partendo dalla sensazione di calma e riposo che ci racconta Opa che abbiamo ideato il nostro Centro Wellness SPA TE JAGA un’oasi sensoriale di bellezza e armonia per offrirvi benessere corporale e equilibrio interiore.

Wellness

Il concetto naturale si rispecchia nella struttura, ed abbraccia tutti i settori della SPA, in ogni ambiente potrete assaporare consapevolmente relax e riposo, salute e bellezza all’insegna della natura. La SPA TE JAGA, già dal suo nome, vi racconta una storia di accoglienza e calore tutta da provare.

 

Parola di Opa Carlo.

 

Famiglia Pellegrin in Piscina


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Un commento su “SPA TE JAGA: il benessere dei ricordi.”

  1. Scritto il 24.05.2015 alle 16:28
    Rosa

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