La conoscevano persino gli Egiziani 7.000 anni fa. I Romani la mangiavano per favorire la digestione. In montagna è stata per molto tempo la prima fonte di vitamine dopo il lungo inverno.

Rugiada sulla cicoria selvatica catinacio di sfondo - Dolomiti Val di Fassa

Stiamo parlando della cicoria selvatica e di montagna. Se vi capita di passeggiare nei prati della val di Fassa in primavera  fermatevi a raccoglierla, è il periodo migliore. Foglie tenere e non troppo amare.

Ideale per riprendersi dai bagordi dell’inverno (chi non ha un po’ esagerato con gli apres ski…?).

Galeno, antico maestro dell’erboristeria, la definiva la migliore amica del fegato.

Cicoria selvatica appena spuntata in primavera - Val di Fassa

L’ANTICA RICETTA PELLEGRIN

Va bene la salute, ma il gusto?

Rosolate un po’ di pancetta tagliata a piccoli cubetti e conditeci l’insalata. La cicoria perderà il suo sapore amaro (potete aggiungere anche  della cipolla tritata se non avete appuntamenti galanti all’orizzonte). Voi vi godrete una buonissima e salutare insalata ma, soprattutto, dell’ottima pancetta! E addio anche ai sensi di colpa: tanto è solo verdura….

Ecco i nostri chef impegnati nella raccolta primaverile…

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2 commenti su “CICORIA DI MONTAGNA, LA SALUTE (E IL GUSTO) CI GUADAGNA”

  1. Scritto il 18.04.2016 alle 10:29
    mary
    1. Scritto il 18.04.2016 alle 11:06
      Rosa Carpano

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